Cinema, documentari, musica e incontri con gli autori.
PRENOTAZIONE SERATE AL CINEMA CENTRALE
Informiamo che per gli spettacoli serali delle ore 21:00 del 15 -18 e 19 dicembre presso il Teatro Centrale l'ingresso sarà gratuito ma A PRENOTAZIONE DEI POSTI.
PER PRENOTARE sarà possibile rivolgersi presso il Teatro Centrale nei giorni 10 - 13 e 14 dicembre dalle ore 17:30 alle ore 19:30.
Oppure direttamente nei giorni degli spettacoli (15/18/19) dalle ore 19:00 ad inizio spettacolo, fino ad esaurimento posti.
PER TUTTI GLI ALTRI SPETTACOLI NON SARA' NECESSARIO PRENOTARE.
Per info: AUGUSTO TOLARI
Cell. 3281719747 - mail augustotolari@yahoo.it
Il cinema del lavoro e di migrazione nella città che sul lavoro e la migrazione ha eretto le proprie fondamenta. Carbonia, la città del carbone,
ospiterà dal 15 al 19 dicembre 2010 la V edizione del Mediterraneo Film Festival, la rassegna cinematografica incentrata sul tema del lavoro e della
migrazione.
Il festival, che si avvale della direzione artistica del regista Paolo Pisanelli, e della collaborazione di Alessandra Guarino, docente della
Scuola nazionale del Cinema, è promosso, organizzato e presentato dalla Società Umanitaria – Centro Servizi culturali di Carbonia Iglesias con l’Assessorato alla Cultura
del Comune di Carbonia, la Regione Sardegna, la Provincia di Carbonia Iglesias e l’Agenzia regionale per il lavoro.
Cinque giorni di proiezioni, eventi speciali, seminari, dibattiti, approfondimenti e incontri con autori e registi, dieci documentari in gara per la terza edizione
del concorso “Cinema/Lavoro/Migrazione” e immagini storiche sulla nascita e l’evoluzione di Carbonia, città che più di ogni altra può fare da palcoscenico al cinema che parla di
lavoro e di migrazioni, di fatiche e di integrazione. Ed è proprio per questo che, in occasione del 72° anniversario della sua fondazione, avvenuta il 18 dicembre 1938, Carbonia e la Grande
Miniera Serbariu, aprono le porte al Mediterraneo Film Festival che, proprio nei luoghi in cui le lotte e le rivendicazioni operaie furono più accese, vuole porre le basi e dare
visibilità a un genere, il cinema del lavoro e il documentario, spesso escluso ai normali circuiti di distribuzione cinematografica ma non per questo meno importante per raccontare le dinamiche
sempre più complesse del mondo del lavoro e della migrazione, ormai strettamente connessi.